Elia e NanoMasterChef

Ho già parlato di Enea e Elia qui . Li ho adottati un giorno. Me li sono ritrovati davanti. Giocavano in un negozio di articoli per la casa ed erano francamente disperati di stare tra le polveri dei prodotti per il giardinaggio. Enea tra l’altro soffre di una feroce allergia e da quando è nato si spara il Ventolin nella cavità orale come fosse semplice aria senza ottenere ahimè nessun tipo di risultato.

Elia pur dimostrando un’inclinazione verso la difficile arte culinaria e una predilezione per l’elaborazione dei cupcake mi ha riservato delle magnifiche sorprese. Del tipo che ama organizzare pic nic, ed è per questo che gli ho comprato un cestino di vimini alla Rinascente con tanto di tovaglia in coordinato. E che è anche un instancabile preparatore di lavastoviglie. Gli piace proprio. Sistemare con cura le forchette rivolte verso il getto di acqua, organizzare le ciotoline per risparmiare più spazio possibile e così via. Predilige pure le ore notturne per rispettare l’ambiente e il consumo (appperò).

Si è rivelato un ottimo compagno per aperitivi sul terrazzo. Ha molto da raccontare Elia. Di quella volta che è stato a Parigi da Ducasse e di quella che ha scoperto cosa mettono davvero nei Macaron. E no. Non sono albumi. Urge un approfondimento lo so.

Trascorriamo allegre ore a chiacchierare di noi. Dei nostri progetti futuri e di coperture al formaggio per cupcake speziati. A lui piacerebbe diventare l’aiutante ufficiale nanoso di Gikitchen (è già comparso in questo video qui. Ad ostacolarlo Kobito, che è risaputo essere geloso assai, che nonostante capisca praticamente nulla di cucina ( mangia rustichella in autogrill e ne è testimonial, del resto) si ostina e pretende che io realizzi una sorta di “Master NanoChef” in casa. Con tanto di prove. Giudici e lotte all’ultimo dressing.

V va di organizzare una giuria? Perché credo davvero che prima o poi questa cosa vada fatta. E da sola no. Non posso ovviamente farcela.




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Regali Nanosi preziosissssssssimi

Da una vita che dico “lamiaziatedescaèlapiùbellaebrava” e a seguire un “gne gne gne gne e voi non ce l’avete prrrrrrrrrrrr”. Roba da adulti insomma. Per dire che io,  oltre chiaramente ad averere davvero la zia tedesca più bellabravaebellaevoinognegnegne, ho pure una zia tedesca che fa regali bellissimi.

Già avevo mostrato orgogliosa i presenti culinari utilissimi a dicembre ma stavolta si tratta di qualcosa di davvero pazzesco.

Nani. Nani gnomosi per il terrazzaggio. Meravigliosi e tondi nani gnomosi da infilzare nelle piantine ( vabbé io li appenderò al tetto,  mi ci farò degli orecchini e suppongo pure ciondoli per braccialetti).

Insomma orgogliosa e tronfia mostro il rimpinguarsi della mia consistentissima (digitato con orgoglioso) collezione nanosa proveniente da tutte le parti del mondo ( sottotitolo: gne gne gne)

Del resto sono la massima esponente nanologa laureata alla Garden Gnome University; mica funghi velenosi e nani alti (che è un po’ pizza e fichi, suppongo).

So che la zia Luci mi legge (e mi emoziona moltissimo la cosa) :

Danke. Ich liebe dich tate 

Un po’ shabby

Non mi piace imprigionare i miei fermatempo in delle cornici e metterli alla merce di tutti. Ho giusto qualche polaroid di prova appesa ad un pilastro che continua a non convincermi.

Solo che poi troviamo questa cornice. Con due piccoli nani abbracciati, che sorprendentemente hanno un volto ed esistono se la ruoti un po’. In un negozio dove c’è tanto shabby, antiquariato ed esattamente lo stile della nuova casa che verrà.

E ci siamo detti che sarebbe stato giusto cominciare proprio da qui. Perché è inizio e fine. Imprigionato ma non forzato. Semplicemente insieme.

Enea ed Elia

Uno urla ( si chiama Enea) e l’altro con il cappello rosa sorregge la lunga  barba ( si chiama Elia). Sono un po’ come i figli suppongo. Non si fanno distinzioni e non vi è un metro di affetto diverso ma un’unica unità di misura. Solo che poi mi sono ritrovata a tenerli in casa la prima notte. A guardarli con aria sognante sperando fortemente che potessero animarsi. Afferrarmi la mano e portarmi via.

Con loro. Sotto i funghi e dentro gli alberi.

Ed è accaduto.

Quindi Enea ed Elia sono ufficialmente i miei nanifigli ( tutto torna no?)

Tra l’altro trasportabili, piccoli e leggeri. Verranno sempre con me.

( esisteranno i passeggini per nani da giardino? A me piace la marca Stokke. Devo indagare) 

Appunti visivi da Instagram

Ragionamento Ineccepibile

Beh il Nuovo Ipad serve per disegnare Nani da Giardino, no?

Nuovi Arrivati: Pippo, Pippo e Pippo

Non è difficile  così confonderli. Arguzia ci vuole.

Il vaso del nano da giardino

La mia mamma ben sa che ho bisogno costantemente di aiutanti e che non riesco a prendermi cura delle piante da sola. E quindi mi omaggia di siffatta meraviglia.

 

La torcia del Nano da giardino

Pannelli solari per il funzionamento e risparmio energetico. Discreta e sobria a forma di annaffiatoio ben si adatta al giardino e alla terrazza. Utilissima per illuminare la notte quando ci si aggira in cerca di lucciole o gechi o semplicemente durante l’annaffiatura.

Una compagna fidata fondamentale per la sopravvivenza di ognuno di noi: la torcia del nano da giardino. 

E poi è arrivato il nuovo pigiamino nanoso primaverile, fortunatamente

Che era fondamentale per la mia sopravvivenza, del resto.