Enea ed Elia

Uno urla ( si chiama Enea) e l’altro con il cappello rosa sorregge la lunga  barba ( si chiama Elia). Sono un po’ come i figli suppongo. Non si fanno distinzioni e non vi è un metro di affetto diverso ma un’unica unità di misura. Solo che poi mi sono ritrovata a tenerli in casa la prima notte. A guardarli con aria sognante sperando fortemente che potessero animarsi. Afferrarmi la mano e portarmi via.

Con loro. Sotto i funghi e dentro gli alberi.

Ed è accaduto.

Quindi Enea ed Elia sono ufficialmente i miei nanifigli ( tutto torna no?)

Tra l’altro trasportabili, piccoli e leggeri. Verranno sempre con me.

( esisteranno i passeggini per nani da giardino? A me piace la marca Stokke. Devo indagare) 

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Comments

  1. Cacchius… posso essere lo zio?

  2. se non esiste una linea per nani da giardino prima gli si fa causa e poi si avvia un’attività commerciale dedicata unicamente ai nanidagiardino. cchediamine.

Trackbacks

  1. […] Ho già parlato di Enea e Elia qui . Li ho adottati un giorno. Me li sono ritrovati davanti. Giocavano in un negozio di articoli per la casa ed erano francamente disperati di stare tra le polveri dei prodotti per il giardinaggio. Enea tra l’altro soffre di una feroce allergia e da quando è nato si spara il Ventolin nella cavità orale come fosse semplice aria senza ottenere ahimè nessun tipo di risultato. […]

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